La Traviata - Absit iniuria verbo Una città del Sud Italia. Lungomare. Una giornata uggiosa di un inverno qualunque. Un'auto si avvic...

La Traviata di Paolo Cinanni

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La Traviata - Absit iniuria verbo

Una città del Sud Italia. Lungomare.
Una giornata uggiosa di un inverno qualunque. Un'auto si avvicina ad una
"Lucciola" ed un uomo, con una voce
rauca ed insicura, chiede alla donna quanto sia il compenso per la prestazione sessuale; quest'ultima, bionda, dalla pelle
bianca, risponde con accento nordico: " trenta euro in macchina e cinquanta in hotel".
Il"cliente", anche lui frustato dall'esistenza
che la vita gli ha dato, compra il piacere che e' l'unica soluzione per sfogare le proprie malinconie; si sente insignificante.
Ed e' con l'intimita' sessuale che cerca di
"curare" la sua solitudine; afflitto, ricerca
novita ed eccitazione per compensare la
sua enorme mancanza di gioia e di pace
interiore.
"Andiamo in hotel", dice l'uomo.
Una camera qualsiasi di un hotel di periferia, dove donne " bambine", - tutte le lucciole sono donne sui generis - hanno una psicologia infantile.
Deluse, dalla vita, da una separazione coniugale, da una violenza paterna, da molestie, sempre all'interno di un quadro famigliare. Passano le ore, la vita, nelle camere, dove gli orologi hanno perso le lancette, dove "generali" senza gradi uccidono la purezza dei loro sentimenti, dove il clima di acuto dolore della vita, viene addolcito dalla " delicatezza" del sesso, per vile denaro, necessario per mantenere un tenore di vita ai loro figli senza padre: chissà qual è il padre dei tre figli della lucciola; quest'anima, questa
"bambina" priva della misericordia di Dio.
I ragazzi: Maria, Davide e Joseph, hanno il diritto alla vita, la loro colpa e' quella di essere nati, da una madre, povera nello sviluppo della propria psiche.
Nella vita, purtroppo, le ferite subite nell' infanzia e non solo, non guariscono facilmente; lasciano un segno indelebile nella memoria, nella mante, nella psiche di noi uomini e ci trasportano in un abisso esistenziale per tutta la vita. Nemmeno il leggendario Sacro Graal, potrebbe guarire le ferite dell'anima.

Dedicato a tutti quelli che sapranno "leggere" questa breve storia.
Sia di riflessione per le persone che amiamo e per gli esseri umani più deboli.
Se ognuno di noi avesse davanti queste "lucciole" cosa gli domanderebbe?
Io di sicuro questo:
- Com'è la vita di una donna con questa sua debolezza umana?
- Per lei, il peggio si sceglie o è solo una casualità negativa?
- Nei rapporti con i suoi " clienti", cosa la indigna di più?
- La prostituzione di strada, non la trova belligerante?
- Ha un "protettore"?
- Se potesse tornare indietro nel tempo cosa cambierebbe?
- E` religiosa? Crede in Dio?.
Grazie e che Dio la benedica.
Paolo

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